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La rubrica dello zio Willy

Pane…pane… pane…

OLYMPUS DIGITAL CAMERAQuando mi hanno proposto di tenere una rubrica di cucina e abbinamenti alla ziowilly ero scettico. Sulle mie capacità di descrivermi mentre cucino. Sulle mie capacità culinarie. Che fino a che non ci sono gli adeguati riscontri siamo tutti piccoli masterchef… ma dal dire al fare… c’è di mezzo lo spessore delle padelle e la temperatura del forno. C’è di mezzo il coltello di ceramica e il mestolo in legno. C’è il risotto e la pasta… 

Oggi dopo arzigogoli colorati e architetture variopinte ecco che mi va di parlare di pane. Pane e pomodoro per l’esattezza.

Facile? Maisia!

Non è facile trovare il pane: ho visto gente piangere di fronte al forno chiuso che aveva il pane in pezzi numerati fatto con lievito madre nato nel 1581. Ho visto gente fare i chilometri a piedi che neanche il cammino di Santiago per andare a trovare il pane giusto, la forma, la consistenza della scorza, la cottura, il grano, il forno a pietra, le mani sante del fornaio… fortunatamente leggevo che i forni aumentano e le persone che apprezzano anche. Quelle baguette fredde congelate che fanno tristezza anche a chi le vende…. quei panini che fanno venire l’urto del nervoso anche ai santi tutti mollica bianca e senza sapore….

Il pane. Signori. Il pane. Una delle cose migliori inventate dall’uomo dalla preistoria ad oggi, dopo lo champagne (con il quale peraltro condivide tante cose)…

E i pomodori? Anche lì. Orde di barbari usano il primo pomodoro che capita. Strizzato e maciullato come fosse una palla antistress… e invece il pomodoro deve avere il sapore del sole e il profumo del fuoco. Deve essere rosso e polposo che va mangiata anche la buccia e la polpa… e ce ne sono a migliaia di varietà che meritano la nostra attenzione…

E l’olio? Extravergine di oliva, giusto. Piccante e profumato. Non olio qualsiasi. Ma da olive raccolte a mano ad una ad una e molito alla pietra nel più antico dei frantoi del mondo… e poi versato a goccia a goccia come olio santo.

Sconfino nel sacro? Ebbene il pane e pomodoro E’ sacro. Una spruzzata di origano un soffio di sale… e…

Che voglio di più?

Niente. Domani è il mio compleanno. Festeggerò mangiando adeguatamente pane e pomodoro dopo aver fatto almeno 200 km per reperire le materie prime giuste e consone all’evento e alla sua importanza. E che ci bevo sopra??? Che domande! Champagne. Ne ho parlato prima… e poi chi più del re della tavola merita il re dei vini?

Buon appetito e auguri a me!

Arrivederci e arrileggerci a settembre…
Willy
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Bontà e leggerezza

frittataSono esperto di frittate. Cintura nera. Campione olimpico della specialità. Ma non di quelle cotte a puntino in padella tra sbuffi di uova e condite con la qualunque cosa mi venga in mente… sono capace solo di fare frittate metaforiche. Per le altre ho delle difficoltà. A girarle. A cuocerle. Ad evitare che un lato venga crudo e l’altro si bruci… non c’è verso. Eppure le mie padelle rosse con fondo bianco di porcellana non fanno attaccare nulla alle loro delicatissime pareti. Eppure io non ci riesco. Eppure la frittata mi piace tantissimo… 

Per evitare problemi ecco che gli ingredienti già tagliuzzati e mischiati tra loro a formare un pastone micidiale di calorie e bontà finiscono nelle frittelle. Fatte con birra e farina e uova e con all’interno pezzi di formaggio svizzero e wusterl e pomodorini e rucola e il pastone di cui sopra. Rendo l’impasto omogeneo e vado a friggere in abbondante olio caldo… uno spettacolo. Di formaggio svizzero che esce da tutte le parti e fila. Di pezzi croccanti spolverati di pepe che non fanno in tempo ad uscire dalla padella e finiscono nelle mie fauci fameliche..

Un ottimo antipasto direi. Che contiene le calorie per sfamare lo Zimbabwe per un paio di mesi… ma tanto vado a correre e sto dimagrendo a chilaggi che non si erano mai visti dai tempi della cresima… e così, per non smettere di sognare che sia davvero possibile ecc. che prendo delle gran fette di formaggio con i buchi (chiederò asilo politico di là prima o poi) e le passo in uovo e pan grattato e uovo e pan grattato… a formare uno strato impermeabile da cui non possa fuoriuscire neanche un granello di formaggio fuso… e friggo ancora. Il fegato che ha intenzione di emigrare prima di me (ma in paesi dove si mangia leggero e siano vietate le fritture dalla costituzione) si ribella. Ma lo metto a tacere con un’apposita dose di birra fredda… Basta prenderlo per la gola e fa tutto quello che gli dico…

Anche qua… leggeri e spediti verso un mondo fatto di calorie e gioia..

E come finisco il pranzo a base di formaggi??? Con una ricottina passata in forno cosparsa di miele e granella di noci…

Così. per non rimanere mai senza la giusta dose di grasso buono e colesterolo…

Willy

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